mercoledì 10 dicembre 2014

il tango della bottega del rigattiere

la facilité du tango by glasseyes view, on Flickr
la facilité du tango
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   by  glasseyes view 


Ballo tango argentino da qualche anno.
Musica e parole d'altri tempi da ascoltare abbandonati in un caldo abbraccio?
No, no. Non solo, ecco.
Certo spesso balliamo ascoltando semplicemente la musica, seguendo il pianoforte, i violini o il bandoneon.
A volte ci perdiamo nel suono della voce senza associarlo al significato delle parole.
A volte balliamo le parole.

E le parole di Cambalache (Bottega di rigattiere) sono più che mai attuali.
Scritto nel 1934 da Enrique Santos Discépolo per un film (El alma del bandoneón) proiettato per la prima volta nel 1935, è una vera e propria denuncia tanto che quasi cinquant'anni dopo la dittatura militare al potere in Argentina ne impediva la diffusione alla radio e alla televisione.

Che il mondo sia stato e sarà una porcheria lo so già:
nel cinquecentosei come nel duemila.
Che sempre ci siano stati ladri,
ingannatori e truffati,
contenti e avviliti, originali e imitazioni…
Ma che il secolo venti sia un orizzonte
di malvagità insolente, non c’è più nessuno che lo neghi.
Viviamo travolti in una baraonda
e in ugual fango tutti impastati.

Ed è lo stesso oggi
esser onesto o traditore,
ignorante, saggio, ladro, generoso o truffatore.
E’ tutto uguale, niente è migliore,
un asino come un grande professore.
Non ci sono bocciati nè promossi,
gli immorali ci hanno raggiunto.
Se uno vive nell’impostura
e un altro ruba per ambizione,
è lo stesso che sia prete,
materassaio, re di bastoni,
facciatosta o clandestino.

Che mancanza di rispetto, che assalto alla ragione!
Chiunque è un signore, chiunque è un ladro.
Va Don Bosco (1) con Stavisky (2) e la mantenuta di turno,
Don Chicho (3) e Napoleone, Carnera (4) e San Martìn.
In una vetrina irriverente di rigattiere
si mischia la vita
e ferita da una lama senza filo
vedi piangere la Bibbia accanto allo scaldabagno (5).

Secolo ventesimo, disordinato, problematico e febbrile!
Chi non piange non mangia e chi non ruba è un fesso.
Dacci dentro dai! Dai che tutto va bene!
Che tanto ci incontreremo laggiù all'inferno.
Non pensarci su, stattene in disparte,
che a nessuno importa se sei un uomo d’onore.
Chi fatica notte e giorno, come un bue, è uguale
a chi vive degli altri, a chi uccide, a chi guarisce
o a chi sta fuori dalla legge.

(1) Don Bosco, fondatore dell'ordine dei Salesiani
(2) Stavisky, truffatore internazionale
(3) Don Chicho, capo della mafia argentina
(4) Carnera, pugile italiano
(5) la carta della Bibbia infilata in un chiodo e usata come carta igienica

Una profezia in meno di tre minuti.

Cambalache interpretato da Julio Sosa, una delle grandi voci del tango.


Qui il testo originale (letra) e altre versioni.

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