martedì 18 novembre 2014

noci


Questa lana mi è piaciuta subito tantissimo.
Mi ha fatto pensare al guscio legnoso delle noci che si raccolgono proprio in questo periodo.


Alle noci, le ghiande di Giove, e all'imponente albero su cui crescono, sono sempre stati riconosciuti poteri e caratteristiche straordinari, alcuni reali altri derivati dalla mitologia classica.

In molte favole le noci racchiudono tesori magici, tenerle in tasca difende dal malocchio o dalla cattiva sorte.
Il gheriglio e il guscio delle noci, trattati in diversi modi erano indicati praticamente per qualsiasi tipo di disturbo o di malattia e venivano utilizzati da mani sapienti sia come veleno sia per neutralizzare i veleni.
Sono sempre state una fonte di cibo e oggi sono molto utilizzate in cucina, nei prodotti da forno, in cosmetica, in erboristeria e in fitoterapia.

Il gheriglio è molto simile al cervello e il guscio ricorda la scatola cranica.
Ma Plinio diceva di non sdraiarsi mai all'ombra di un albero di noce perchè ci si sarebbe potuti svegliare con forti dolori alla testa o con la febbre molto alta.
Il noce, infatti, veniva piantato sempre solo perchè si pensava che fosse velenoso e che contagiasse il terreno su cui cresceva facendo morire le piante vicine. Però il suo legno è prezioso e molto utilizzato.

Inseguendo miti e leggende di dee trasformate in alberi carichi di noci, arriviamo al famoso noce di Benevento attorno al quale la notte di San Giovanni si riunivano le streghe in occasione del solstizio d'estate.
Il legame con le divinità femminili e il femminile continua: le noci verdi raccolte da una donna la notte di San Giovanni ed esposte alla rugiada vengono utilizzate per preparare il nocino, un liquore anche un po' medicina.

In alcune tradizioni il noce è associato alla morte, in altre alla vita e alla fertilità: gli antichi le regalavano agli sposi, come buon auspicio.
D'altra parte, il legame tra vita e morte è presente in tutte le fasi di transizione dove è necessario che una parte di vita muoia per poterne incontrare una nuova.
E allora, per il dottor Edward Bach, il fiore del noce (Walnut) aiuta a rompere l'incantesimo: nei momenti di transizione siamo più sensibili e soggetti a condizionamenti esterni che tendono a relegarci nei vecchi ruoli prima di avere chiari quelli nuovi. Walnut aiuta a rompere le convenzioni, ad aprire nuove strade continuando a vedere chiaro in noi stessi, scegliendo con coerenza e in armonia con la nostra intima sorgente.

Beh, c'è un universo in un filo di lana!


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