martedì 11 novembre 2014

l'anima e le sue mani

specchio
specchio - Maria Grazia Bragadini

Apparentemente riprendo da dove avevo interrotto due anni fa, quasi esatti.

Ho cambiato il nome del blog trovando l'ispirazione nello stesso racconto che avevo citato nell'ultimo post: "Ricamo" (titolo originale "Embroidery" del 1951, da Il grande mondo laggiù - 34 racconti di Ray Bradbury,  ed. PICCOLA BIBLIOTECA OSCAR MONDADORI).

«"In momenti come questo" disse la donna, e le altre annuirono, tanto da far dondolare di nuovo le poltrone "sembra di avere solo le mani."
"Secondo me" aggiunse la prima "le nostre anime sono nelle nostre mani. Perché noi facciamo qualunque cosa al mondo, con le mani. A volte, però, penso che non usiamo le mani al pieno delle loro capacità. Certo non usiamo la testa."
Tutte e tre scrutarono più attentamente quello che le loro mani facevano. "Sì" disse la terza donna "quando si guarda indietro a un'intera vita, non si ricordano tanto le facce, quanto le mani e quello che facevano."»

Se volete leggere il racconto, breve e struggente, lo trovate qui.

Il grande spazio fuori di noi riflette il grande spazio che abbiamo dentro. Ogni giorno ci avventuriamo nell'uno e nell'altro con le nostre speranze e le nostre paure. Ma i nostri sogni ci permettono di trasformare il nostro quotidiano, dove a volte si affacciano la delusione e la banalità, la sofferenza e l'insofferenza, in un percorso poetico dove ci sentiamo liberi.

In realtà, in questi due anni, è avvenuto un «Mutamento. Lento, profondo silenzioso mutamento.», per riprendere un altro racconto dello stesso autore.
I miei sogni mi hanno consentito di continuare a dare forma alla mia immaginazione e a quello che ho dentro. Nel tempo ho trovato nuovi materiali e nuovi modi di esprimermi.
Alla trama della mia vita si sono aggiunti altri colori, non urlati ma vissuti.


Il mio viaggio continua senza confini nella libertà della scoperta e del fare.

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