lunedì 15 dicembre 2014

trame II

75% lana e 25% alpaca - 70% super kid mohair e 30% seta

75% lana e 25% alpaca - acrilico e poliammide


Intrecci.
Cammini unici (qui).

mercoledì 10 dicembre 2014

il tango della bottega del rigattiere

la facilité du tango by glasseyes view, on Flickr
la facilité du tango
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   by  glasseyes view 


Ballo tango argentino da qualche anno.
Musica e parole d'altri tempi da ascoltare abbandonati in un caldo abbraccio?
No, no. Non solo, ecco.
Certo spesso balliamo ascoltando semplicemente la musica, seguendo il pianoforte, i violini o il bandoneon.
A volte ci perdiamo nel suono della voce senza associarlo al significato delle parole.
A volte balliamo le parole.

E le parole di Cambalache (Bottega di rigattiere) sono più che mai attuali.
Scritto nel 1934 da Enrique Santos Discépolo per un film (El alma del bandoneón) proiettato per la prima volta nel 1935, è una vera e propria denuncia tanto che quasi cinquant'anni dopo la dittatura militare al potere in Argentina ne impediva la diffusione alla radio e alla televisione.

Che il mondo sia stato e sarà una porcheria lo so già:
nel cinquecentosei come nel duemila.
Che sempre ci siano stati ladri,
ingannatori e truffati,
contenti e avviliti, originali e imitazioni…
Ma che il secolo venti sia un orizzonte
di malvagità insolente, non c’è più nessuno che lo neghi.
Viviamo travolti in una baraonda
e in ugual fango tutti impastati.

Ed è lo stesso oggi
esser onesto o traditore,
ignorante, saggio, ladro, generoso o truffatore.
E’ tutto uguale, niente è migliore,
un asino come un grande professore.
Non ci sono bocciati nè promossi,
gli immorali ci hanno raggiunto.
Se uno vive nell’impostura
e un altro ruba per ambizione,
è lo stesso che sia prete,
materassaio, re di bastoni,
facciatosta o clandestino.

Che mancanza di rispetto, che assalto alla ragione!
Chiunque è un signore, chiunque è un ladro.
Va Don Bosco (1) con Stavisky (2) e la mantenuta di turno,
Don Chicho (3) e Napoleone, Carnera (4) e San Martìn.
In una vetrina irriverente di rigattiere
si mischia la vita
e ferita da una lama senza filo
vedi piangere la Bibbia accanto allo scaldabagno (5).

Secolo ventesimo, disordinato, problematico e febbrile!
Chi non piange non mangia e chi non ruba è un fesso.
Dacci dentro dai! Dai che tutto va bene!
Che tanto ci incontreremo laggiù all'inferno.
Non pensarci su, stattene in disparte,
che a nessuno importa se sei un uomo d’onore.
Chi fatica notte e giorno, come un bue, è uguale
a chi vive degli altri, a chi uccide, a chi guarisce
o a chi sta fuori dalla legge.

(1) Don Bosco, fondatore dell'ordine dei Salesiani
(2) Stavisky, truffatore internazionale
(3) Don Chicho, capo della mafia argentina
(4) Carnera, pugile italiano
(5) la carta della Bibbia infilata in un chiodo e usata come carta igienica

Una profezia in meno di tre minuti.

Cambalache interpretato da Julio Sosa, una delle grandi voci del tango.


Qui il testo originale (letra) e altre versioni.

lunedì 24 novembre 2014

Sonia Terk Delaunay

Sonia Delaunay nel suo studio a Parigi nel 1925

Sonia Terk, russa, arriva ventenne a Parigi nel 1905.
Dipinge, ma non si ferma a questo: la sua ricerca è tutta incentrata sulla luce e sulla magia del colore sperimentati a trecentosessanta gradi. Arte totale.
Provvede a sè e al marito Robert Delaunay, artista anche lui, grazie al suo Atelier Simultané dove vende tutto ciò che crea nel suo stile: forme astratte o geometriche e accostamenti di colori puri.


Mosaics by Sonia Delaunay in 1954-1955 i by Ken and Nyetta, on Flickr
Mosaico 1954 - 1955
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  Ken and Nyetta 



Si dedica all'arte tessile: abbigliamento, tessuti, costumi teatrali, costumi da bagno, cappelli  e loro decorazioni, borse, ombrelli, arredamento e complementi d'arredo.

1923 - 1924

1929

1924 - 1928

Spazia dalla rilegatura alla ceramica, dai collages all'illustrazione di poemi (la Transiberiana di Blaise Cendras) e di carte da gioco.
Studia il movimento durante la danza, soprattutto il tango e il flamenco.

Le Bal Bullier (Sonia Delaunay, 1913) by haahr, on Flickr
Le Bal Bullier - 1913
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   by  haahr 


Sonia ha avuto il coraggio e la tenacia di uscire dai limiti della pittura e dimostrare il suo amore per la materia in tutte le sue forme, contribuendo a dare importanza a tutte quelle arti applicate non considerate dalla tradizione.
«Sonia Delaunay non reputa le cose familiari, le cose della vita, inferiori come contenuto ai quadri che la resero nota … Voglio ancora ringraziarla per aver abolito un pregiudizio di gerarchie, di amare la vita, la magnifica vita, e per donarci dei capolavori che fanno più belli i nostri gesti quotidiani» (René Crevel)

Il Musée d'Art moderne di Parigi le dedica una grande mostra che, iniziata il 17 ottobre, proseguirà fino al 22 febbraio 2015.
Qui un breve video con una panoramica dell'esposizione.

Le foto utilizzate, se non diversamente indicato, sono state trovate qui e qui.

martedì 18 novembre 2014

noci


Questa lana mi è piaciuta subito tantissimo.
Mi ha fatto pensare al guscio legnoso delle noci che si raccolgono proprio in questo periodo.


Alle noci, le ghiande di Giove, e all'imponente albero su cui crescono, sono sempre stati riconosciuti poteri e caratteristiche straordinari, alcuni reali altri derivati dalla mitologia classica.

In molte favole le noci racchiudono tesori magici, tenerle in tasca difende dal malocchio o dalla cattiva sorte.
Il gheriglio e il guscio delle noci, trattati in diversi modi erano indicati praticamente per qualsiasi tipo di disturbo o di malattia e venivano utilizzati da mani sapienti sia come veleno sia per neutralizzare i veleni.
Sono sempre state una fonte di cibo e oggi sono molto utilizzate in cucina, nei prodotti da forno, in cosmetica, in erboristeria e in fitoterapia.

Il gheriglio è molto simile al cervello e il guscio ricorda la scatola cranica.
Ma Plinio diceva di non sdraiarsi mai all'ombra di un albero di noce perchè ci si sarebbe potuti svegliare con forti dolori alla testa o con la febbre molto alta.
Il noce, infatti, veniva piantato sempre solo perchè si pensava che fosse velenoso e che contagiasse il terreno su cui cresceva facendo morire le piante vicine. Però il suo legno è prezioso e molto utilizzato.

Inseguendo miti e leggende di dee trasformate in alberi carichi di noci, arriviamo al famoso noce di Benevento attorno al quale la notte di San Giovanni si riunivano le streghe in occasione del solstizio d'estate.
Il legame con le divinità femminili e il femminile continua: le noci verdi raccolte da una donna la notte di San Giovanni ed esposte alla rugiada vengono utilizzate per preparare il nocino, un liquore anche un po' medicina.

In alcune tradizioni il noce è associato alla morte, in altre alla vita e alla fertilità: gli antichi le regalavano agli sposi, come buon auspicio.
D'altra parte, il legame tra vita e morte è presente in tutte le fasi di transizione dove è necessario che una parte di vita muoia per poterne incontrare una nuova.
E allora, per il dottor Edward Bach, il fiore del noce (Walnut) aiuta a rompere l'incantesimo: nei momenti di transizione siamo più sensibili e soggetti a condizionamenti esterni che tendono a relegarci nei vecchi ruoli prima di avere chiari quelli nuovi. Walnut aiuta a rompere le convenzioni, ad aprire nuove strade continuando a vedere chiaro in noi stessi, scegliendo con coerenza e in armonia con la nostra intima sorgente.

Beh, c'è un universo in un filo di lana!


martedì 11 novembre 2014

l'anima e le sue mani

specchio
specchio - Maria Grazia Bragadini

Apparentemente riprendo da dove avevo interrotto due anni fa, quasi esatti.

Ho cambiato il nome del blog trovando l'ispirazione nello stesso racconto che avevo citato nell'ultimo post: "Ricamo" (titolo originale "Embroidery" del 1951, da Il grande mondo laggiù - 34 racconti di Ray Bradbury,  ed. PICCOLA BIBLIOTECA OSCAR MONDADORI).

«"In momenti come questo" disse la donna, e le altre annuirono, tanto da far dondolare di nuovo le poltrone "sembra di avere solo le mani."
"Secondo me" aggiunse la prima "le nostre anime sono nelle nostre mani. Perché noi facciamo qualunque cosa al mondo, con le mani. A volte, però, penso che non usiamo le mani al pieno delle loro capacità. Certo non usiamo la testa."
Tutte e tre scrutarono più attentamente quello che le loro mani facevano. "Sì" disse la terza donna "quando si guarda indietro a un'intera vita, non si ricordano tanto le facce, quanto le mani e quello che facevano."»

Se volete leggere il racconto, breve e struggente, lo trovate qui.

Il grande spazio fuori di noi riflette il grande spazio che abbiamo dentro. Ogni giorno ci avventuriamo nell'uno e nell'altro con le nostre speranze e le nostre paure. Ma i nostri sogni ci permettono di trasformare il nostro quotidiano, dove a volte si affacciano la delusione e la banalità, la sofferenza e l'insofferenza, in un percorso poetico dove ci sentiamo liberi.

In realtà, in questi due anni, è avvenuto un «Mutamento. Lento, profondo silenzioso mutamento.», per riprendere un altro racconto dello stesso autore.
I miei sogni mi hanno consentito di continuare a dare forma alla mia immaginazione e a quello che ho dentro. Nel tempo ho trovato nuovi materiali e nuovi modi di esprimermi.
Alla trama della mia vita si sono aggiunti altri colori, non urlati ma vissuti.


Il mio viaggio continua senza confini nella libertà della scoperta e del fare.

mercoledì 21 novembre 2012

mani e lane

«... Ogni donna si guardava le mani, come se all'improvviso vi avesse trovato il proprio cuore che batteva là. ...»


«... "In momenti come questo" disse la donna, e le altre annuirono, tanto da far dondolare di nuovo le poltrone "sembra di avere solo le mani." ...»

(dal testo di "Ricamo" (titolo originale: Embroidery) tratto da Il grande mondo laggiù - 34 racconti di Ray Bradbury)


collo - mantellina lavorato a telaio e ai ferri
lana merinos, lana vergine, alpaca, acrilico



lane e mani (qui)

per informazioni e richieste

Maria Grazia Bragadini
maria.grazia.bragadini@gmail.com

venerdì 27 aprile 2012

girocollo





girocollo (qui)

per informazioni e richieste

Maria Grazia Bragadini
maria.grazia.bragadini@gmail.com